Sarà vera gloria? Adesso il Foggia s´interroga sul bel punto conquistato a Venezia, che fa il paio con quello di Busto Arsizio. Due risultati positivi intervallati però dallo scivolone interno contro la capolista Cittadella che ha fatto traballare la panchina di Campilongo. Ora il tecnico ha guadagnato un´altra settimana di fiducia, ma resta atteso al varco della prossima partita. Per questo la sfida con la Paganese diventa un ulteriore banco di prova, anche se ironia della sorte i rossoneri questa volta dovranno vedersela con l´ultima della classe.
Un appuntamento che nasconde qualche insidia di troppo. Il Foggia lo affronterà senza pubblico (lo Zaccheria è squalificato per la bottiglietta che ha colpito un assistente dell´arbitro durante la gara col Cittadella) e per giunta contro un avversario molto arrabbiato che ha minacciato di ritirare la squadra dopo il ko interno col Padova.
Al “Penzo” il Foggia ha giocato al piccolo trotto, ma con un po´ di cattiveria avrebbe potuto vincere. Campilongo, uomo che non conosce mezze misure, si è complimentato con tutta la squadra ed ha salutato il punto in laguna come una vittoria. Per lui e per il bomber Del Core è cominciata la rinascita rossonera. Avevamo ascoltato le stesse parole due settimane fa in Lombardia, non c´è da stupirsi se poi i tifosi avviano la contestazione dopo il primo ko interno.
Il realtà la convalescenza del Foggia non è ancora finita, lo si intuisce dai movimenti in campo. La squadra recita su un copione non ancora mandato a memoria, la fatica del gioco pesa quasi tutta su Cardinale che non è ancora l´uomo dell´ultimo passaggio e quando sbaglia mette in difficoltà i compagni. A Venezia si è compensato a questi inconvenienti con un buon approccio alla gara e facendo leva sul carattere. Un bel segnale, ma per cantare vittoria ci vuole altro.
Massimo Levantaci - Gazzetta del Mezzogiorno
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